Il giornalista quasi perfetto
Lunedì 27 Agosto 2007“Il giornalista perfetto è colui il quale “servirà la società meglio dei funzionari pubblici più zelanti, perchè non farà gli interessi dello Stato ma del cittadino: informandolo infatti gli conferisce potere”. E’ una frase di David Randall, tratta dal suo libro “Il giornalista quasi perfetto”
Ci sono! Come ci ricorda il grande David Randhall vorrei provare ad essere un “giornalista quasi perfetto”. Quale strumento migliore se non quello di un blog? Si apre da oggi un nuovo spazio di discussione. Questo sarà un luogo aperto dove discutere di tutte le grandi questioni di attualità.
Da qualche anno infatti, conduco una trasmissione televisiva che è “servizio pubblico” perché è costruita con la partecipazione diretta di chi ascolta. Vorrei quindi provare a potenziare questa opportunità e usare il blog come strumento per ampliare la discussione a persone che generalmente non guardano il mio programma. Sarò quindi ben lieto di ricevere commenti, critiche, proposte, idee e denunce per migliorare il mio lavoro. In questo blog non devono esistere argomenti Tabù!
Fedele agli insegnamenti di Voltaire si parlerà anche di cose che ritengo lontanissime dalla mia cultura.
Da dove partire? In questi giorni, due cose hanno attirato la mia attenzione. La prima è il giallo di Garlasco. Ieri a questo tema ho dedicato una puntata del mio programma. Grande successo di pubblico, moltissime email e telefonate (molti spettatori si sono trasformati in nuovi Sherlock Holmes e hanno proposto teorie sul possibile assassino e movente!) Più di qualcuno però mi ha scritto per manifestare disagio e disappunto per la scelta di trattare temi di cronaca nera con il filo diretto del pubblico. Io difendo la mia scelta, del resto solo nei regimi autoritari la cronaca nera è bandita da giornali e tv. Nei regimi tutto va bene ed il popolo non deve sapere. Per fortuna da noi le cose stanno un po’ diversamente. Certo il rischio di trasformare tutto in uno squallido reality show esiste…ma è un rischio che credo si possa correre. Voi che ne dite?
La seconda cosa che mi ha colpito è un libro in uscita nei prossimi giorni e di cui ho letto alcune recensioni su importanti quotidiani nazionali.
Il libro si chiama “Zero. Perché la versione ufficiale sull’11/9 è un falso”. L’autore è Giulietto Chiesa, grande giornalista italiano, storico inviato in Unione Sovietica ed oggi eurodeputato.
Vi riporto di seguito la presentazione che l’autore fa del libro:
“l’11 settembre ha cambiato la storia. Con quel tragico e spettacolare attentato, in cui hanno perso la vita circa tremila persone innocenti, gran parte delle certezze occidentali sono andate in frantumi.
Ne è seguita un’offensiva che ha già prodotto due guerre e ha modificato non solo la geopolitica di intere aree del pianeta, ma tutti i rapporti di forza consolidati nei decenni precedenti.
I responsabili dell’attacco sono stati additati al mondo con singolare rapidità, e un solo, presunto responsabile è stato giudicato da un regolare tribunale e condannato all’ergastolo.
Ma un’ analisi attenta evidenzia che la versione ufficiale non è solo lacunosa in decine di punti essenziali, ma in altre decine di punti dimostrabilmente falsa. Salvo rarissime eccezioni, i media hanno rispettato il tabù e negli anni hanno applicato quella legge del giornalismo contemporaneo secondo cui – per dirla con Gore Vidal – «ciò che non dovrebbe essere vero, non lo è».
Noi non accettiamo questo criterio.
L’eccezionale rilevanza dell’evento appare del tutto incompatibile con una tale massa di omissioni, distrazioni, dimenticanze, silenzi. La tesi dell’inefficienza, delle incompetenze, non regge alla più elementare delle analisi.
È stato scritto autorevolmente che la verità sull’11 settembre non la saprà questa generazione. Noi non possiamo pretendere di sostituirci agli investigatori che hanno svolto la loro opera a partire dai dati primari raccolti sui luoghi. Ma i materiali che hanno prodotto rivelano falsità ed errori che possono essere dimostrati.
Per questo abbiamo raccolto un’enorme mole di dati, fatti, analisi, immagini e li abbiamo posti sotto il vaglio rigoroso di verifiche che hanno coinvolto un gran numero di specialisti di provata competenza nei diversi campi dell’indagine. Sono quelle verifiche a confermare i sospetti, a suggerire ipotesi ben più realistiche e a darci un’assoluta certezza: non è, proprio non può essere andata come ci hanno raccontato. Per avvicinarci alla verità, siamo ripartiti da zero.”
Leggerò sicuramente il libro ma so già che mi incazzerò moltissimo. Stimo Chiesa ma i complotti mi fanno venire il latte alle ginocchia.
Il delitto di Garlasco e il libro di Chiesa sull’11 settembre sono molto simili: entrambi attraggono il pubblico e sono un perfetto prodotto di questo tempo della post modernità.
Ecco un esempio di quello di cui vorrei discutere in questo spazio.
