Garlasco:mancano le prove, ma la forca è gia pronta.

 

 La svolta non c’è stata. La prova regina, la pistola fumante non sembra sufficiente ad incastrare il presunto killer di Chiara Poggi. Una traccia di sangue ritrovata sul pedale della bicicletta usata da Alberto Stasi non puo’, da sola , essere considerata determinante ai fini dell’inchiesta. Domani o al massimo Venerdì il gip deciderà se confemare o meno l’arresto. Fin qui i fatti. Ora il commento. Ecco alcuni  interrogativi che rimangono aperti sul caso:

1) Perchè il killer avrebbe usato la bicicletta? L’assassinio era predeterminato?  

2) L’arma del delitto dove è stata nascosta? E ancora l’arma se l’ è portata da casa o l’ha trovata nella casa di Chiara?

3) Perchè il Paese non parla? Possibile che quella mattina del 13 agosto, nessuno dico nessuno, abbia visto niente? Certo siamo vicini al ponte di Ferragosto ma la città, come ci dicono i bar della zona, non era proprio deserta.  

4) Puo’ un giovane di 24 anni mettere in scena un delitto così perfetto da sembrare un serial killer professionista degno dei migliori film americani?

Come ultima considerazione, vorrei commentare il disgustoso linciaggio subito da Alberto Stasi Lunedì dopo l’interrogatorio in Procura a Vigevano. 100 forse 200 persone uralnti dalle otto della sera in attesa di urlare “mostro” al giovane Alberto Stasi. Un episodio vergognoso e che mi rende molto triste. Che cosa ha spinto quelle persone a scendere in Piazza e fare la posta per 5 ore in attesa di vederLO? Donne che urlavano: “la pena di morte”, “è colpa dell’indulto” ecc…uno spettacolo da Medio Evo,  non degno di una ricca, pacata e riflessiva provincia del Nord nel 2007. O forse il vero Medio Evo siamo noi.  

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