GARLASCO: 4 DOMANDE SENZA RISPOSTA

Stasera tornerò ad occuparmi del giallo di Garlasco. E’ vero, non siamo in un serial tv dove gli investigatori trovano il colpevole in 60 minuti perchè poi il palinsesto prevede un gioco a premi, ma siamo nella vita reale ed i tempi sono diversi dalle fiction.
Nel caso di Garlasco però siamo chiaramente difronte ad un caso molto singolare. O l’assassino (o forse gli assassini) è un vero professionista, un killer lucido e spietato che ha architettato il “delitto perfetto”, oppure qualcosa nelle indagini non ha funzionato. Vi sono troppi punti interrogativi: perchè l’unico indagato rimane sempre e solo Alberto Stasi? Perchè avrebbe ucciso Chiara? Dov’è l’arma del delitto? A nessuna di queste domande chiave si è dato sino ad ora una risposta. Ma se a questo aggiungiamo altri 4 elementi strani, il giallo si complica ancora.
1) Il papà di Chiara sostiene di essere in possesso di 4 mazzi di chiavi. Uno lo aveva con sè in vacanza il Sig. Giuseppe Poggi, uno era nella disponibilità della famiglia Cappa e gli altri due li aveva Chiara in casa. E’ facile dedurre che l’assassino (o gli assassini) siano entrati in casa usando le chiavi, visto che non vi sono segni di scasso alla porta.
2) Alberto ha sempre detto di aver lavorato al computer per tutta la mattina. Tra qualche giorno ci diranno se questo è vero ma non ci diranno chi esattamente ha lavorato al computer ma solo che quel computer era acceso e che qualcuno (forse Alberto ma non possiamo esserne certi) ci ha lavorato…
3) l’allarme di casa Poggi è stato staccato alle 9.10 del 13 agosto. Chi ha staccato l’allarme? Chiara o il suo assassino?
4) nel giorno del delitto, Chiara ha ricevuto sul suo cellulare un numero notevole di telefonate. Spropositato rispetto alla media abituale (lo dicono le intercettazioni). In particolare dalle 11.38 alle 13.30, l’ora della morte secondo il medico legale, il cellulare di Chiara ha ricevute 4 chiamate da utente “sconosciuto” fatte da una o più persone. Â
A queste domande, gli inquirenti sapranno dare qualche risposta? Non si puo’ sbattare in galera un ragazzo solo perchè alcuni indizi (non inequivocabili come le tracce di sangue, che forse non è sangue, sul pedale della bicicletta) portano a lui. Infatti ora gli investigatori e la procura si mostrano molto molto prudenti. Tanto che dal 13 agosto ancora su chi ha ucciso e perchè Chiara Poggi non si hanno risposte certe. Â

3 Dicembre 2007 alle 23:12
Ho visto che è stato cancellato il mio commento (peraltro per niente offensivo) in cui invitavo a farla finita con Garlasco e le mille ipotesi…Ripeto: Parenzo per favore basta!
4 Dicembre 2007 alle 11:33
Complimenti il Sig. Parenzo censura i commenti che lo infastidiscono! però lui può continuare a dare voce a mitomani, a teorie assurde, a pseudo esperti che parlano senza sapere, perchè “solo nei regimi non si parla della cronaca nera”, come lui stesso ha detto nelle numerose (troppe e inutili) puntate di Prima Serata dedicate al delitto di Garlasco. Per Parenzo, invece, è esercizio del “diritto di cronaca” dire falsità su una vicenda dolorosa. “Il regime dell’audience”, dato che lo rende ricco, per lui rappresenta democrazia. Che vergogna..
4 Dicembre 2007 alle 16:05
Cari Amici, la discussione è stimolante. Come Torquemada (lo pseudonimo, per ragioni di fede mi terrorizza un po’) ricorda è anche l’Auditel ha determinare il successo di una trasmissionoe. Ho detto il successo non la qualità . Però vi chiedo, cari lettori, perchè questi programmi di cronaca nera (Garlasco, Novi Ligure, Cogne, Perugia)fanno grandi ascolti e rendono ricche le tv? Perchè? Perchè la gente è tutta cretina? Perchè il pubblico è morboso?….
david parenzo
4 Dicembre 2007 alle 19:30
Semplice: perchè siete voi i primi ad essere morbosi e sfruttando la gran cassa mediatica per fare soldi (sulla pelle di una ragazza morta ammazzata) non fate altro che aumentare la confusione etica e morale in cui il popolo italiano, oramai, naufraga. Lei, sig. Parenzo, crede forse di non aver fomentato con la sua trasmissione la rabbia di quelle persone che hanno urlato frasi terribili a Stasi mentre lo portavano in carcere, e la morbosità di quei minus habens che vivono nella speranza di vedersi in Tv?Dare spazio a questa gente è fare del giornalismo??
4 Dicembre 2007 alle 23:02
Caro Parenzo è ovviamente libero di fare tutte le trasmissioni che vuole ma il suo intervento mi sembra una vera e propria autorete…Mi pare che nella sua dichiarazione iniziale (di giornalista quasi perfetto) qualche rischio ‘controcorrente’ voleva prenderselo…Invece è già schiavo dell’Auditel. Allora si prosegua a parlare di Garlasco, Cogne e Azouz…