Archivio di Gennaio 2008

FORZA FRANCO!

Giovedì 31 Gennaio 2008

Franco Marini è l’uomo giusto al posto giusto. Andare ad elezioni anticipate con “la porcata” sarebbe deleterio. Purtoppo, oggi mentre scrivo, non so come si concluderà l’esplorazione del Presidente del Senato, ma spero vivamente vada a buon fine. Qualsiasi maggioranza esca dal Parlamento dovrebbe avere la forza di fare due cosette semplici semplici: una legge elettorale credibile e funzionante (o il modello delle regionali o quello dei sindaci) e una legge finanziaria che restituisca un po’ di  soldi agli italiani. Se il nuovo governo Marini riuscisse in questa titanica impresa, quel governo diventerebbe il più popolare degli ultimi anni. Del resto anche i sassi lo sanno: gli italiani stanno male, a “fine stipendio avanza troppo mese” e con queste regole il Paese risulta ingovernabile. E poi un Marini Presidente del Consiglio in fondo piace pure a Fini e Casini, anche se non lo possono dire. Allungare il brodo nella speranza che il Berlusca si faccia da parte è il sogno recondito dei due furbetti dell’ex Cdl. Chissà se l’alpino Marini, detto il lupo marsicano, riuscirà nell’impresa di rendere felici i 2 opposti: Veltroni e Fini. Sarebbero i classici 2 piccioni con una fava…La seconda carica dello stato, non si offenda. I due piccioni neanche.      

COSA BIANCA, COSA ROSSA: MA CHE COSA VOGLIONO?

Mercoledì 30 Gennaio 2008

 

La fine della seconda repubblica ci lascia in eredità “la cosa”. Oramai entrata nel gergo della politica, è lei la grande novità della stagione. Il Pd è ai blocchi di partenza, pronto a sfidare da solo il Berlusca e le sue armate.  Il partito del popolo delle libertà è in fase di gestazione ed ora nascono le ”due cose”. La “cosa bianca”, agglomerato di centro guidato da Pezzotta, Tabacci e forse Di Pietro; a sinistra “la cosa rossa” formazione post comunista, anti liberale, orgogliosamente operaista con Rifondazione, Comunisti Italiani e forse i Verdi. Ma queste COSE che vogliono? A chi si rivolgono? In tutta Europa le formazioni politiche hanno mutato la loro natura: soltanto da noi si continua a ragionare in termini di ”blocchi sociali”, retaggio di una visione della politica da guerra fredda. Effetivamente la lunga stagione prodiana ci ha abituato a questo: da una parte Prodi e dall’altra Berlusconi. Tertium non datur. In verità, sciolto questo dualismo armato ora i due grandi partiti  - Pd e Forza Italia -si riorganizzano e vogliono uscire dal recinto angusto della contrapposizione frontale. Le due cose ragionano invece in modo diverso. La cosa rossa parla ad un elettorato molto settoriale e identificabile: ceti medi in crisi, operai, lavoratori del pubblico impiego e qualche universitario barone un po’ snob; la cosa bianca vorrebbe provare a riaggregare un voto cattolico (ex democristiano) militante di centro, conservatore e su posizione neo liberali. Nulla di nuovo. Queste due aggregazioni ragionano in termini di blocchi sociali appunto, non in termini trasversali di ricerca del consenso indipendentemente dall’identità del gruppo.

 Quello che invece accade in altre parti del mondo, vedi la citatissima Francia di Sarkozy,  è ben altro. La forza del Presidente francese e del New Labour di Tony Balir (anticipatore del sarkosismo)  risiede nel aver sparigliato le carte per allargare il consenso. Non esistono più le classi sociali, esistono politiche da adattare ad una società liquida, non solidificata in classi. La forza del conseso di Blair prima e di Sarkozy oggi è proprio questa: parlare al Paese, non ai gruppi sociali! Questa è l’unica vera COSA da fare…  

IL MASSACRO DI ERBA:SHOW IN DIRETTA TV

Martedì 29 Gennaio 2008

 

I grandi casi di cronaca nera in tv fanno il pieno d’ascolti. Da oggi un nuovo show mediatico ha inizio. Uno show molto più vero del “Grande Fratello” o dell’Isola dei Famosi. Uno show dove si intrecciano temi come la vita, la morte, l’amore e la passione. Una strage, come quella di Erba, che ha come attori protagonisti due persone semplici, Olindo e Rosa Romano dalla vita apparentemente ”normale” e piuttosto noiosa, un tunisino (il fascino esotico di Azuz con occhiali neri alla moda) e due famiglie sventrate dal dolore di una furia cieca e senza ragione. Un banale litigio condominiale, odi sedimentati nel tempo.  Il processo di Erba, che si è aperto oggi a Como, ha visto la partecipazione di più di 100 testate giornalistiche. Normale, il pubblico vuole sapere. Dopo tante fiction, finalmente ecco la vita vera! Ma è giusta questa morbosa attenzione a processi come Erba, Cogne e Garlasco? Negli altri paesi che cosa accade?

Prendiamo gli Stati Uniti, paese a mio avviso civile per quanto riguarda i diritti costituzionalmente garantiti alle persone. Anche in Usa i processi vengono seguiti dalle tv con costante attenzione. Con una sola piccola differenza. Le telecamere possono entare in aula solo nella fase dibattimentale. In altre parole solo quando inizia il processo vero e proprio. Prima nulla è concesso. Nella fase delle indagini non sono possibili fughe di notizie e pubblicazioni semi scandalistiche da parte di giornali e tv. In sostanza la fuga di notizie è punita molto severamente e non avviene quasi mai. Questa è una straordinaria forma di civiltà. Si parla del processo e dei casi giudiziari solo ed esclusivamente nella fase pubblica, il dibattimento appunto.  Dove vi è la possibilità per accusa e difesa di essere paritari nelle argomentazioni.

Nel nostro Paese le cose, come sapete, stanno un po’ diversamente. Le fughe di notizie sono all’ordine del giorno. Verbali pubblicati (anch’io non mi sono certo sottratto a questo costume! ndr ),  intercettazioni telefoniche distribuite come caramelle e procure e avvocati che fanno uscire dossier ad orologeria. Questo avviene semplicemente perchè da noi mancano le regole. Un passo in avanti sarebbe quello di fare anche qui quello che già avviene da sempre in Inghilterra e negli Stati Uniti, dove i processi si raccontano, si fanno anche in tv ma solo da quando si aprono le porte del tribunale. Fino a quando non si cambieranno le regole, non si puo’ continuare a fare le verginelle e tirarsi indietro rispetto ad un costume che in Italia riguarda tutti. Peccato che l’Italia sia un paese completamente senza regole.

GOVERNO DI”SCOPO”:E SE TORNASSE LAMBERTO IL RANOCCHIO?

Lunedì 28 Gennaio 2008

 

Tra oggi e domani il Quirinale ultimerà le consultazioni. Le due strade possibili sembrano già tracciate. Il partito del voto è numericamente piuttosto forte, tutta la ex Cdl più pezzi dell’ex Unione, Mastella e comunisti italiani in testa chiedono le urne. Il Pd di Walter con Di Pietro e i Diniani chiedono invece prima una riforma della legge elettorale e poi le elezioni.

A sorpresa però, il buon Cavaliere potrebbe stupire tutti e sparigliare ancora una volta le carte. Potrebbe dire: ” Volete un governo tecnico che vari la legge elettorale e poi ad aprile si va al voto? Bene, indico io il nome: Lamberto Dini!” A questo punto il centro sinistra sarebbe davvero nell’angolo e si troverebbe nella complicata situazione di dover dire sì ad uno dei responsabili della caduta del governo. Il Pd si troverà così ad un bivio: votare la fiducia all’uomo della crisi, al “traditore di Prodi”, per un fine più alto e nobile quale la riforma della legge elettorale oppure decidere per il voto anticipato? Il dilemma è corposo. Domani sera le cose saranno più chiare.

Il Quirinale si sa, punta su Franco Marini. Berlusconi lo voterà? Non credo proprio. Perchè dovrebbe fare questo regalo a Veltroni e compagni? Mica è un filantropo il Cavaliere…  

ECCO IL DOPO PRODI:RESA DEI CONTI NEL PD

Venerdì 25 Gennaio 2008

Questa foto credo possa rappresentare bene quello che sta accadendo nel nostro Paese. La fine del bipolarismo armato, o bastardo, come lo ebbe a definire il lucido Gianni De Michelis. Veltroni sta accellerando un processo politico che porterà la nostra democrazia verso un sistema compiuto e stabile. Questo è possibile solo con un accordo con il maggior partito italiano, Forza Italia. La sfida sarà colta anche da Berlusconi, o il Cavaliere pur di tornare al governo del Paese ha interesse a tenere alto lo scontro tra i Poli? Per rispondere a questa domanda bisognerà aspettare qualche giorno. Dopo le consultazioni del capo dello stato, sapremo quale rotta prenderà il leader dell’opposizione che non fa mistero (giustamente) di volere elezioni anticipate, pur mostrandosi disponibile a ritoccare l’attuale “porcata”.

Veltroni, leader di un partito tutto da costruire, per togliersi di dosso le croste del governo Prodi e l’ingombrante padre padrone di Bologna (sempre Prodi) è disposto a perdere questa prossima tornata elettorale per fare quella che Berlusconi chiamò “la lunga attraversata nel deserto”. Un prezzo altissimo, ma che il sindaco di Roma sembra disposto a pagare. Conseguenze? La definitiva rottura con la sinistra radicale e la rifondazione di una classe dirigente del Pd. Per intenderci: Veltroni da parecchio tempo mal digerisce i tanti “parrucconi” interni al suo partito da D’Alema a Rutelli, passando per Livia Turco. Lo stare fermo un turno gli consentirebbe di fare pulizia anche a casetta sua…anzi nel LOFT!

p.s. L’unica incognita che mi fa più paura, in caso di elezioni anticipate, è la probabile discesa in campo di Beppe Grillo. Diventerebbe come la Lega Nord nel 1992. Dirompente per tutto il sistema politico.  

IL VOTO E’ SEMPRE PIU’ VICINO.BOSSI MINACCIA

Mercoledì 23 Gennaio 2008

Giorgio Napolitano è il signore assoluto della crisi. Nei sistemi parlamentari funziona così.  Ecco allora che ricordare che cosa disse il Presidente della Repubblica il 24 febbraio 2007, non è poi così inutile.  

” Il governo per essere autosufficiente al Senato ha bisogno di una maggioranza politica di 158 voti. Auspico che il Paese possa essere stabilmente e credibilmente governato”

Se Prodi dovvesse recarsi domani al Senato, il risultato sarebbe scontato. Il professore potrebbe anche farcela (solo per 1 voto) ma grazie ai senatori a vita. A quel punto Napolitano non potrebbe far finta di non vedere e la crisi sarebbe immediata, così coem il voto.

La ex- Cdl intanto ha serrato le fila, tutti chiedono il voto e Bossi, il leone del nord, coglie l’occasione per spararla grossa: “O il voto o la rivoluzione armata!” Berlusconi invoca il voto o la piazza…insomma in una fase come questa, i tranquilli e liberali dirigenti del centro destra si fanno sentire. Comprensibile, andare al governo piace a tutti. E così, dimenticando gli antichi dissapori (vedi Fini - Berlusconi), si urla “al Voto al Voto”.

Non preoccupatevi, il nostro Paese è così. Nessuno andrà in piazza e nessuno per fortuna prenderà le armi. Al massimo qualche calcio nel sedere (o nelle urne) per rifondare questa classe dirigente.   

CRISI:TRE IPOTESI POSSIBILI

Martedì 22 Gennaio 2008

E ora che succede? Sul tavolo ci sono tre ipotesi possibili.

1) Prodi mette la fiducia,domani alla Camera si salva,  al senato giovedì sera lo impallinano e tre minuti dopo il professore si reca da Napolitano per dimmetersi. A questo punto il Presidente potrebbe dire: “Romano, occhio. Se si va al voto arriva il Berlusca. Quindi fai un nuovo governo, meno ministri, meno sottosegretari ecc..provaci, se non avrai la fiducia, addio!” Ipotesi molto molto debole.

2) Napolitano cerca una nuova strada anzichè il voto. Incarico per un governo di transizione (o a termine) conferito a Marini, Amato o Draghi. Un governo che faccia due cose: legge  elettorale (a doppio turno alla francese come piace a Fini, Weltroni e altri)  e governi il drammatico momento dell’economia. Un Governo così chi lo voterebbe?  Il Pd, Casini, Dini, Rifondazione (con la scusa del “bisogna dare i soldi promessi agli operai”) e qualche altro. Fini? Non ne ha la forza. Anche se ci sta seriamente pensando, archiviando così definitivamente il Berlusca e la Cdl.  Ipotesi praticabile ma sul filo.   

3) si va al voto! Berlusconi vince le elezioni a mani basse con la ex casa delle libertà, il Pd di Veltroni sta fermo un giro, la cosa rossa si riorganizza e scende un po’ in piazza contro i padroni, Berlusconi e i poteri forti ed i centristi giocano il ruolo del jolly (Casini + Mastella). Il Paese intanto guarda e non ride.

IL GIOCHINO DI DINI LAMBERTO

Lunedì 21 Gennaio 2008

La settimana politica si preannuncia calda e profumata come una bagna cauda. Sentiremo il sapore di questa settimana per lungo lungo tempo. Ricapitoliamo gli appuntamenti più importanti da qua a venerdì.

Domani alla Camera è fissato il dibattito sulla giustizia. L’Udeur di Mastella vuole far votare una mozione che approva sia la relazione depositata dall’ex Ministro sia le sue parole sulle “frange estremiste della magistratura”; mercoledì il sipario si alzerà sul Senato dove andra in scena la mozione di sfiducia nei confronti di Pecoraro Scanio. Mastella minaccia di votare contro, i diniani dicono: “Potremo astenerci”. Il trucchetto è presto svelato. Se i dianini dovessero, come dicono, astenersi nella realtà non accadrebbe proprio nulla. Al Senato l’astensione equivale a voto contrario e quindi voto contrario alla sfiducia al Ministro dell’ Ambiente. Insomma un trucchetto parlamentare per salvarsi la faccia e non mettere in crisi il Governo. 

Ma il percorso ad ostacoli di Prodi non finisce qua, venerdì c’è l’inaugurazione dell’anno giudiziario e Prodi vi parteciperà come Ministro della Giustizia ad interim. Come giustificherà agli occhi delle toghe gli applausi di tutto il Parlamento della settimana scorsa alle parole di accusa di Clemente verso certi magistrati? Insomma, è vero che Prodi ha (come dicono dalle mie parti) culo…ma qua dovrebbe averne più d’uno!

W MASTELLA: E PRODI CHE DICE?

Giovedì 17 Gennaio 2008

 

Mastella, nella sua conferenza stampa di oggi, ha posto una questione vera. Qual’è il confine della politica? Se un politico nomina un “suo uomo” alla guida di un ente pubblico commette un illecito o è di sua competenza? Le nomine che vengono fatte dai politici ai vertici delle Asl sono una prerogativa della politica oppure il confine è labile?

Forse la verità sta nel mezzo: nel nostro Paese c’è troppa partitocrazia, poca trasparenza e regole non chiare. Ma il nostro è l’unico Paese democratico d’Europa dove si indaga il Ministro della Giustizia il giorno in cui deve tenere in Parlamento il discorso “sullo stato di salute della giustiza”. Sembra una commedia all’italiana. Dove al posto di Totò c’è un procuratore capo ancor più comico del Principe Antonio De Curtis e un Ministro ontologicamente vicino ai grandi protagonisti dei film dei Vanzina (il padre era il mitico Steno ndr). Questa è l’Italia, dove purtroppo alla fine vince solo il Vaffanculo di Grillo. Torni la politica ed il rispetto delle regole: sia da parte di una certa magistratura sia da parte della cosidetta Casta.

Ma in tutto questo Prodi con chi sta? Che dice?…Batta un colpo Professore. Ci faccia sentire che Lei sta guidando ancora questo Paese.    

IL PAPA, MASTELLA E LA MONNEZZA.

Mercoledì 16 Gennaio 2008

Il nostro è davvero un paese grottesco.  Ecco tre flash uniti tutti da uno stesso filo: la stupidità.

1) Il Papa ha rinunciato alla visita all’Università la Sapienza di Roma perchè un gruppo di studenti (deficienti) e un gruppo di docenti (intelligenti) ha mosso obiezioni alla visita del “capo di stato estero”.  L’uomo bianco ha detto: “Non voglio imporre la fede, non vado”. Da laico militante sono dispiaciuto di come si è conclusa la vicenda. L’Università è un luogo dove si deve discutere. Non esiste dogma ma dialettica, scienza e progresso. Esattamente il contrario di quello che è avvenuto. Peccato.

2) Mastella si dimette da Ministro della Giustizia, dopo che alla moglie (Sandra Lonardo Mastella, presidente consiglio regionale campano) è stato recapitato un avviso di garanzia con l’accusa di tentata concussione. Mastella sbatte la porta, la signora Mastella chiude quella di casa (è ai domiciliari) e Prodi dice che tutto va bene. Sarà.

La monezza continua ad infestare le strade di Napoli e Bassolino è sempre presidente della Regione. Le discariche sono state riaperte a fatica dal commissario straordinario Dott. De Gennaro (ex capo della Polizia all’epoca del G8) e i napoletani continuano a protestare davanti alle telecamere ripetendo sempre la stessa cosa: “Non ne possiamo più!” Ma perchè anzichè lamentarsi non fanno qualcosa? Chessò una spazzattina qua e là o cose simili? Perchè si sono accorti solo ora del disastro Campania? 

Morale: in questo nostro divertente Paese nessuno si prende le responsabilità per quello che accade, tutti sbraitano e alla fine vincono i cretini. Se pure il vicario di Cristo in Terra non riesce a mettere pace ma zizzania e poi rinuncia al confronto…che dire: che Dio ci aiuti! AMEN

 
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