Archivio del 30 Gennaio 2008

COSA BIANCA, COSA ROSSA: MA CHE COSA VOGLIONO?

Mercoledì 30 Gennaio 2008

 

La fine della seconda repubblica ci lascia in eredità “la cosa”. Oramai entrata nel gergo della politica, è lei la grande novità della stagione. Il Pd è ai blocchi di partenza, pronto a sfidare da solo il Berlusca e le sue armate.  Il partito del popolo delle libertà è in fase di gestazione ed ora nascono le ”due cose”. La “cosa bianca”, agglomerato di centro guidato da Pezzotta, Tabacci e forse Di Pietro; a sinistra “la cosa rossa” formazione post comunista, anti liberale, orgogliosamente operaista con Rifondazione, Comunisti Italiani e forse i Verdi. Ma queste COSE che vogliono? A chi si rivolgono? In tutta Europa le formazioni politiche hanno mutato la loro natura: soltanto da noi si continua a ragionare in termini di ”blocchi sociali”, retaggio di una visione della politica da guerra fredda. Effetivamente la lunga stagione prodiana ci ha abituato a questo: da una parte Prodi e dall’altra Berlusconi. Tertium non datur. In verità, sciolto questo dualismo armato ora i due grandi partiti  - Pd e Forza Italia -si riorganizzano e vogliono uscire dal recinto angusto della contrapposizione frontale. Le due cose ragionano invece in modo diverso. La cosa rossa parla ad un elettorato molto settoriale e identificabile: ceti medi in crisi, operai, lavoratori del pubblico impiego e qualche universitario barone un po’ snob; la cosa bianca vorrebbe provare a riaggregare un voto cattolico (ex democristiano) militante di centro, conservatore e su posizione neo liberali. Nulla di nuovo. Queste due aggregazioni ragionano in termini di blocchi sociali appunto, non in termini trasversali di ricerca del consenso indipendentemente dall’identità del gruppo.

 Quello che invece accade in altre parti del mondo, vedi la citatissima Francia di Sarkozy,  è ben altro. La forza del Presidente francese e del New Labour di Tony Balir (anticipatore del sarkosismo)  risiede nel aver sparigliato le carte per allargare il consenso. Non esistono più le classi sociali, esistono politiche da adattare ad una società liquida, non solidificata in classi. La forza del conseso di Blair prima e di Sarkozy oggi è proprio questa: parlare al Paese, non ai gruppi sociali! Questa è l’unica vera COSA da fare…  

 
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