SPOSARE UN MILIARDARIO E VIVERE FELICI, O QUASI…
giovedì 13 marzo 2008
Ecco una nuova polemica. Dopo il dichiarto amore per il fascismo del signor Ciarrapico ora ci ritroveremo a discutere per altre settimane dell’ultima battua di Silvio Berlusconi. Intervistato al dopo Tg2, il Cavliere rispondendo ad una domanda di una ragazza sulla precarietà ha detto: “ Io, da padre, le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere”. Poi, ha elencato le proposte contenute nel programma del Pdl per aiutare i giovani, dalle agevolazioni sui mutui al piano-casa.
C’è da scommeterci. Domani molti autorevoli giornali titoleranno: “Berlusconi prende in giro i precari!” Seguiranno commenti indignati dei sindacati, della sinistra radicale, di Veltroni e dell’universo mondo. Fiumi di inchiostro, per contestare una assoluta verità dei nostri tempi: oggi per sopravvivere bisogna sposare un miliardario! Ma il tema non è questo. Il tema è, a mio avviso, un altro: i soldi fanno la felicità ( e su questo non vi è più dubbio alcuno) ma le mogli o i mariti ricchi rendono felici?
Su questo,  la persona adatta da interpellare non è Silvio Berlusconi, bensì la signora Veronica Lario. Sono una coppia felice? A guardare bene quello che si sono detti in un recente pubblico scambio epistolare (lettera su Repubblica del 31 Gennaio 2007 ndr) la risposta sembra negativa. Però tant’è, non sono fatti nostri a meno che la cosa non diventi di pubblico dominio per volontà di una delle parti, comè avvenuto nel caso di cui stiamo parlando.  Questo episodio dimostra che per essere felici non basta sposare un miliardario….e questo proprio Berlusconi dovrebbe saperlo!    Â


