SPOSARE UN MILIARDARIO E VIVERE FELICI, O QUASI…

Ecco una nuova polemica. Dopo il dichiarto amore per il fascismo del signor Ciarrapico ora ci ritroveremo a discutere per altre settimane dell’ultima battua di Silvio Berlusconi. Intervistato al dopo Tg2, il Cavliere rispondendo ad una domanda di una ragazza sulla precarietà ha detto: “ Io, da padre, le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere”. Poi, ha elencato le proposte contenute nel programma del Pdl per aiutare i giovani, dalle agevolazioni sui mutui al piano-casa.
C’è da scommeterci. Domani molti autorevoli giornali titoleranno: “Berlusconi prende in giro i precari!” Seguiranno commenti indignati dei sindacati, della sinistra radicale, di Veltroni e dell’universo mondo. Fiumi di inchiostro, per contestare una assoluta verità dei nostri tempi: oggi per sopravvivere bisogna sposare un miliardario! Ma il tema non è questo. Il tema è, a mio avviso, un altro: i soldi fanno la felicità ( e su questo non vi è più dubbio alcuno) ma le mogli o i mariti ricchi rendono felici?
Su questo,  la persona adatta da interpellare non è Silvio Berlusconi, bensì la signora Veronica Lario. Sono una coppia felice? A guardare bene quello che si sono detti in un recente pubblico scambio epistolare (lettera su Repubblica del 31 Gennaio 2007 ndr) la risposta sembra negativa. Però tant’è, non sono fatti nostri a meno che la cosa non diventi di pubblico dominio per volontà di una delle parti, comè avvenuto nel caso di cui stiamo parlando.  Questo episodio dimostra che per essere felici non basta sposare un miliardario….e questo proprio Berlusconi dovrebbe saperlo!    Â



16 marzo 2008 alle 14:54
Nessun giornalista commenta quello detto da Veltroni..
Compliementi anche a lei David.
spieghiamo alla gente chi sono illuminati Banchieri?
Il mercatismo?
19 marzo 2008 alle 06:03
perchè non ridicolizza Veltroni che dovunque va dice che li è nato suo zio.,li andava in vacanza, là c’era suo nonno ecc..Ma voi giornalisti siete tutti comunisti? parli del degrado di Roma diventata capitale dei Rom per colpa del buonismo veltroniano!
25 marzo 2008 alle 11:17
ma essere nipote di editore aiuta nella lotta al precariato giornalistico?
26 marzo 2008 alle 04:21
Un altro arruolato comunista che si nasconde dietro la veste del giornalista!!!Ma smettila!!!VERGOGNA!!Il vero cancro dell’italia siete voi giornalisti soprattutto quelli che si definiscono superpartes e poi si nascondono dietro il propio dito!!viva LOMBARDO
26 marzo 2008 alle 15:34
Caro Giuseppe, intanto dire ad una qualsiasi persona “vero cancro dell’Italia” non mi pare civile e la qualifica da solo!
Per quanto riguarda le sue inesistenti argomentazioni, credo che Lei si debba informare un po’ di più. Visto che ha seguito la mia apparizione su la Sette a Tetris (programma di Luca Telese)le consiglio esattamente quello che ho proposto a Lombardo: ” si legga qualche libro in più e scoprirà che la Sicilia non è certo il ponte sullo stretto!” cordialitÃ
david parenzo