Archivio di Aprile 2008

“A ROMA? RITMI DA MARRAKECH!”

Mercoledì 30 Aprile 2008

Il neo deputato della Lega Nord, il giovane e caparbio Matteo Salvini, non ha dubbi: “lavorare a Roma per uno che viene dal nord è da marziani. Alle 8.30 del mattino per Roma non c’è in giro nessuno! Deserto, Qui c’è il fuso di Marrakech”

Il giovane leghista non è il solo a rimanere sbalordito dai tempi della politica romana; un mio compaesano, il simpatico e schietto On. Massimo Calearo Ciman (deputato veltroniano del Pd, capolista in Veneto) dopo una giornata passata nell’austero Transatlantico ha sbottato: “Ma dài, così non è possibile. Abbiamo sprecato una giornata intera per votare 3 volte, non si spreca il tempo in questo modo. Dalla prossima seduta mi porto il palmare e un paio di libri.” L’insofferenza di queste due matricole del Parlamento è davvero sintomatica. Entrambi vengono dal Nord e si portano a Roma lo stereotipo (ma sarà davvero solo uno stereotipo??) del romano fannullone, dormiglione e inconcludente…Peccato però che Salvini conosca i riti della politica (la fà da 10 anni); Calearo conosce i ritmi delle interminabili riunioni sindacali per chiudere accordi, è stato fino all’altro ieri Presidente di Federmeccanica, eppure sono annoiati entrambi. Ogni lavoro ha le sue lentezze e le sue mediazioni. Certo la politica  ha troppi bizzantinismi e un po’ di efficientismo in più non farebbe certo male a nessuno, anzi.  Però,  da qui a dire che a Roma,  a Montecitorio e a Palazzo Madama ” non se fa un casso” beh, ce ne passa….AUGURI E BUON LAVORO AI DEBUTTANTI!      

ELEZIONI 2008:MENO CLOONEY E PIU’ POPOLO

Martedì 29 Aprile 2008

La politica non è un film. E’ questo uno degli insegnamenti che emerge dalle elezioni 2008. Ieri i romani hanno deciso di voltare pagine, hanno detto no a Rutelli (già sindaco di Roma per due legislature) e hanno incoronato primo cittadino Gianni Alemanno. Che cosa è accaduto? Il centro destra è stato in grado di offrire una immagine di sè più in sintonia con il Paese. La sinistra ha perso la capacità si vivere il territorio, parlare con la cittadinanza, sentirne le paure e i bisogni. La festa del Cinema, grande trovata di Veltroni (io ci sono andato più volte e ho fatto lo strucio su quella passerella in una indimenticabile notte romana) non basta per conquistare una città. Chi abita nel quartiere Laurentino o al Corviale ne ha le tasche piene (anche un po’ di invidia sociale) nel vedere le passerelle dei Vip che sul tappetto rosso si fanno fotografare dai  flash e salutano raggianti le telecamere. Gongola Walter quando a Milano, a pochi giorni dalla chiusura della campagna elettorale, prende il caffè in un bar del centro con il fighissimo George Clooney….si arrazza un po’ meno la sciura maria di Gratosoglio che vive in una casa popolare circondata da extra comunitari (non dall’extra comunitario Clooney), prende 600 euro di pensione al mese e il caffè beve solo quello solubile comprato al discount! Questa credo sia la fotografia di quanto accaduto in questa tornata elettorale: la assoluta incapacità della sinistra e del Pd (che infatti non sfonda nè al centro nè tra gli elettori della sinistra radicale) di parlare ai propri elettori. L’ing. Gianni Alemanno, già sposato con la signora Isabella Rauti (niente a che vedere con la bellissima Palombella chic), è sembrato più vicino ai romani che non al POTERE ROMANO. Quel potere che a Roma (come a Milano con una amministrazione di un altro colore) comanda la città da 14 anni. 

Ora sono cazzi. Veltroni ha davanti a sè una strada tutta in salita. Deve mantenere salda la leadership del Pd, deve contenere Di Pietro e il suo anti-berlusconismo viscerale e non deve dare troppo l’impressione di flirtare con il popolo della libertà. Walter ha inaugurato una stagione nuova nei rapporti tra maggioranza e opposizione ma rischia di lasciare la piazza all’estrema sinistra (rimasta fuori dal Palazzo), a Di Pietro e ai Grilliani. Le elezioni europee sono alle porte e il pericolo per il neonato Pd è imminente: il rischio di una seconda sconfitta per Wally sarebbe deleteria.

 Alle europee, lo ricordo, si vota con il sistema proporzionale e quindi ognuno corre per sè, non esiste il concetto di “voto utile”.  Quindi occhio Valterino, la sinistra radicale rischia di tornare protagonista e tu di rimanere con Clooney in una foto in bianco e nero a ricordare i bei tempi passati….la politica non è un cinema!   

ROMA COME BOLOGNA, ALEMANNO COME GUAZZALOCA?

Lunedì 28 Aprile 2008

Un risultato sicuramente non scontato e combattuto sul filo di lana. Alla fine l’ha spuntata lui, Gianni Alemanno, con il 53,5% (Rutelli fermo al  46,4%), conosciuto dai suoi come “lupo manno”. Uomo virile( o masculo secondo più fonti), con il mito dello sport, amante della montagna (sua l’impresa del K2 di qualche anno fa), da Ministro dell’agricoltura nel secondo governo Berlusconi è stato difensore estremo dell’italianità del cibo. Memorabile la sua battaglia contro gli OGM (con plauso di Mario Capanna e del mondo no global!). Lupo Manno è uomo tipico di una certa destra, quella sociale,  a cui piace ancora fare politica alla vecchia maniera. Girare il territorio, battere i mercati di frutta e verdura distribuendo santini elettorali, farsi vedere dai camerati (pardon, militanti ndr) in sezione e fare comizi nelle periferie. Questa è stata la campagna elettorale dell’Ing. On. ex Ministro Alemanno: una campagna vera, tra la gente. Il suo è un risultato paragonabile a ciò che fece a Bologna il macellaio Giorgio Guazzaloca. Ricordate? Correva l’anno 1999: Bologna la rossa, la Bologna di Guccini, del Lambrusco, dei tortellini, delle Feste dell’Unità, la Bologna di Via Palmiro Togliatti e Corso Stalin, cadeva sotto le sgrinfie dell’ex presidente dei commercianti, l’ Ascom, Giorgio Guazzaloca. L’onda lunga travolse anche la rossa Emilia..ma durò poco. Ora, l’uomo che strappò la roccaforte rossa alla sinsitra è tornato in un cono d’ombra assoluto. L’ex macellaio siede all’Antitrust (forse per le sue indubbie competenze nel combattere “il caro bistecca”)  ma con la politica attiva pare abbia chiuso. Certo il buon Lupo Manno non credo farà la stessa fine, Roma non è Bologna e soprattutto Gianni non è Giorgio. Vincere Roma non vuol dire avere in mano il Paese ma il segnale che viene dalla capitale deve far riflettere, specie il centro sinistra! Anche questa volta gli elettori hanno voluto testare, come cantava Enzo Jannacci, “votare Alemanno e vedere l’effetto che fà….”. E’ stato un voto politico, un voto contro il Pd (e Walter??) e contro il suo cinema;  è stato un voto di cambiamento. I romani hanno votato per Roma non solo contro la triade Bettini, Rutelli, Veltroni.  Dopo 15 anni di Governo di centro sinistra i Romani hanno voluto cambiare I POTERI DELLA CITTA’. Si chiama alternanza, il  ”modello Roma” non c’entra….almeno per ora.  

IL LINGUAGGIO DI “MERDA” DI ALCUNI GRILLINI!

Giovedì 24 Aprile 2008

Scusate la brutta parola ma a me i grillini fanno un po’ paura. Ha ragione il quotidiano diretto da Antonio Polito quando oggi in prima pagina scrive “GRILLATE ROSSE”. Il comunicato numero 9, pubblicato sul blog del popolare attore, chiama a raccolta il popolo del V-day di Torino per la manifestazione del 25 aprile. Il tono è sicuramente ironico e dissacrante, come tutte le cose che fa il comico genovese, ma il problema è chi lo segue. Questi grillini sono fondamentalisti dei veri fondamentalisti. Hanno un’ idea tutta particolare di democrazia. Credono, ad esempio, che solo la rete contegna messaggi di verità, tutto il resto è merda a partire dai giornali, giù giù fino al Parlamento, cloaca massima del sistema. Alcuni di loro sono personaggi che usano toni violenti. Non sono comici, come il loro beniamino, sono pubblico pagante (degli spettacoli del genovese) e crociati del grillismo, pronti a sparare (per ora solo bordate dai loro blog) ogni tipo di nefandezza nei confronti del nemico di turno. Questi sono i grillini. Dopo la pubblicazione del comunicato numero 9 (www.beppegrillo.it), ecco alcuni commenti dei simpatici rivoluzionari cybernetici del 2008: ” i giornalisti sono i Giuda del nostro tempo. Sono i pali delle rapine di Stato. Sono i vigliacchi più responsabili degli esecutori. Non hanno le palle per dire la loro, per scendere in campo, si nascondono e aspettano fuori,complici di  chi saccheggia i sacrifici dei lavoratori, degli studenti, delle donne italiane.” Capito? E ancora: ” Caro Beppe mi auguro che tu faccia i nomi e cognomi di quelle merde di Belpietro, Giordano, Liguri, Facci, Ferrara, Feltri” Se questa non si chiama lista di proscrizione, ditemi voi come chiamarla!

Sui contenuti della nuova battaglia del V-day di Torino, ho già detto in precedenza. Certo spiace ricordare che quei tre referendum di cui oggi tanto si parla, furono proposti dai Radicali di Marco Pannella qualche annetto fa. Di seguito, giusto per correttezza di informazione, ecco il risultato di quei referendum popolari. VAFFANCULO!!!!!

Ordine dei Giornalisti

Abolizione dell’Ordine dei giornalisti. Promosso dai Radicali nel 1997

totale percentuale (%)
Iscritti alle liste 49 054 410  
Votanti 14 735 975 30,00 (su n. elettori) Quorum non raggiunto
Voti validi 12 702 450 86,20 (su n. votanti)
Voti nulli o schede bianche 2 033 525 13,80 (su n. votanti)
Astenuti 34 318 435 70,00 (su n. iscritti)

ARRIVA BEPPE GRILLO, SI SALVI CHI PUO’

Martedì 22 Aprile 2008

Venerdì 25 aprile Torino sarà la città del secondo V- day capitanato dal comico genovese Beppe Grillo. Il tema è l’informazione, anzi tutto ciò che non funziona nei nostri media: giornali, tv e radio. Il Vaffa-Grillo ha già annunciato che farà una raccolta di firme per abolire l’ordine dei giornalsiti e i contributi alla stampa di partito. Per la prima volta,ma c’è sempre una prima volta, sono d’accordo con la battaglia del genovese. Ha ragione sia nel merito sia  nel metodo, questa volta. I cittadini percepiscono una distanza siderale tra cio’ che viene detto in televisione e ciò che accade nel Paese. Grillo avrà grande successo e temo che i “media ufficiali” tenderanno ad ignorare l’evento o a svuotarlo di significato. Sarebbe questo un errore clamoroso. La stampa e il giornalsimo hanno bisogno di credibilità non di chiudersi a riccio in una difesa corporativa e patetica. A questo proposito seganlo che la federazione nazionale della stampa (l’ fnsi, il sindacato dei giornalisti) ha indetto per domani una giornata di ANTI V- DAY. Dalle mie parti (il Veneto) si direbbe “peggio il taccon, del buso”.  Purtroppo spiace segnalare che  tv e giornali sono spesso percepiti (e il più delle volte lo sono davvero) come house organ di partito, di gruppi di potere e lobbisti vari a cui interessa formare piuttosto che informare. Quindi questa volta evviva Grillo e a fanculo tutto il resto del mondo,  a condizione però che il comico miliardario non ci riproponga la solita solfa di internet e dell’informazione dal basso. Questa sì , come dimostra il caso 11 settembre e i clamorosi falsi scoop pubblicati, sarebbe una vera bufala. Non tutto ciò che il web produce è sinonimo di verità, anzi.

Ci vediamo a Torino venerdì 25 aprile alle ore 14.00. Io firmerò il referendum per l’abolizione dell’ordine dei giornalsiti al quale sono iscritto dal 2005.

“Il 25 aprile si terrà il V2 Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato “crede” di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini. Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l’abolizione dell’ordine dei giornalisti di Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all’editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l’eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un’informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset.”
Beppe Grillo

IL BOTTO DELLA LEGA E LE PIPPE SULLA NOVITA’!

Giovedì 17 Aprile 2008

 

 La Lega Nord ha fatto il botto. Numeri da capogiro per un movimento macro regionale, inventore del dio Po e della pseudo discendenza dai Celti. In Lombardia il Carroccio passa dall’ 11 al 21%; in Veneto dall’11 al 26% in Emilia Romagna tocca la vetta dell’8%. Questi dati hanno fatto impallidire intellettuali, sociologi e politici. Il fenomeno non era stato previsto da nessuno semplicemente perchè non esistono più i partiti. Una volta la sezione era un vero rilevatore dell’umore popolare. I dirigenti del Pci si affidavano ai politici locali per capire il territorio, la rappresentanza era una cosa seria. Per fare politica dovevi affrontare un lento e faticoso cursus honorum: volantinaggi nelle strade, poi consigliere di zona, poi forse consigliere comunale, poi regionale ed infine (se il partito ti riteneva adatto, capace, rappresentativo e fedele) parlamentare. Questo ha sempre fatto la lega da 20 anni a questa parte e infatti si ritrova una classe dirigente giovane, spesso capace e rappresentativa. I quadri del carroccio hanno tutti tra i  30 e i 45 anni, sono amministratori e parlamentari dopo aver affrontato una lunga gavetta. Fanno cioè quello che gli altri partiti non fanno più da anni. Le facce sono sempre le stesse: D’alema; Fassino; Finocchiaro; Rutelli ecc…almeno su questo il Berlusca ha ragione!  

Ma ecco l’operazione Veltroni. L’ex sindaco di Roma, pur accorgendosi del gap generazionale tra il suo costruendo PD e il  centro destra (Lega e Forza Italia in testa), si inventa le liste che tutti noi conosciamo. Candida la bella e giovane ventisettenne Marianna Madia (”porterò la mia straordinaria inesperienza al Governo”); la bellissima casertana Pina Picierno e così via. Cioè il suo rinnovamento, innegabile rispetto alle Madame Tussauds del recente passato,  passa attraverso una “cooptazione della giovinezza e della novità”. Ma, la lega nord insegna, la giovinezza e la freschezza non si possono cooptare. Gli italiani considerano ancora la rappresentanza una cosa seria, non un reality show dove sfilano ambientalisti alla Pecoraro Scanio e pseudo giovani che parlano come Togliatti! Dalle urne viene un solo urlo: meno pippe e più realtà. 

INSULTI A FERRARA, MI FANNO SCHIFO QUEI RAGAZZI!

Giovedì 3 Aprile 2008

Ieri  a Bologna è andata in scena una delle peggiori pagine di questa campagna elettorale. Giuliano Ferrara, impegnato nella promozione della sua lista “Aborto, no grazie”, è stato aggredito da un lancio di uova, pomodori, insulti, fischi e lazzi da un gruppo di contestatori. Questi ragazzotti dell’estrema sinistra hanno urlato:” Traditore! A vent’anni vendevi i compagni della Fiat alla Cia!” e ancora “Ciccione! Mangia meno, tromba di più!” …belle parole, detta da gente cosiddetta di sinistra, non mi pare niente male.

 ”Cosa credete, che abbia paura di voi? Smettetela, è dagli anni 70 che rompete i coglioni alla democratica Bologna!” Così tuonò, giustamente,  il direttore del Foglio ai contestatori. La storia non finisce così. Dopo il comizio ci sono stati tentativi di aggressione e un cronista di Repubblica è rimasto ferito negli scontri.

Inutile commentare, Ferrara con la sua lista ha un grande merito: ci sta dimostrando che si deve discutere di tutto. Niente tabù, le moderne e forti democrazie non hanno paura del dibattito libero, aperto e plurale.

Purtoppo, Bologna ce lo ha ricordato, la mamma dei cretini è sempre incinta… e in questo avrei delle riserve nel dire “aborto, no grazie!”

TELELOMBARDIA:1 APRILE, BERLUSCONI E UN SORRISO…

Martedì 1 Aprile 2008

Una volta si sarebbe detto:” una risata vi sepellirà!” Ben detto, ma sarà davvero così? Il fatto lo conoscete: ieri Telelombardia alle 22.34 ha diramato un comunicato stampa, contente una fantomatica dichiarzione di Silvio Berlusconi. Ecco il testo integrale:

” SE C’E’ PAREGGIO AL SENATO, SARANNO LARGHE INTESE. ECCO I NOMI!” Questo il titolo, seguono  brevi righe in perfetto stile “lancio d’agenzia”

Il candidato premier del popolo della libertà, On. Silvio Berlusconi, in uno speciale in onda in tarda serata su Telelombardia, dedicato alla copertina del settimanale News Week, alla domanda su di un possibile pareggio al Senato alle prossime elezioni politiche ha detto:” Non escludo nulla sul futuro. Credo però che per il bene del Paese se si dovesse verificare un pareggio al Senato, la soluzione migliore sarebbe un governo di buon senso, non di parte. A questo proposito faccio solo due nomi: Massimo Cacciari alla Cultura; Mario Monti allo Sviluppo Economico.” Milano, 31 marzo 2008 ore 22.34   

Agenzie di stampa e giornali entrano in fibrillazione, a quell’ora molti quotidiani sono in fase di chiusura e una notizia bomba come questa rimette in discussione l’impaginazione complessiva del giornale. L’Ansa e Apicom, le più importanti agenzie italiane, battono le 8 diaboliche righe. La fonte del resto è considerata autorevole e credibile: è Telelombardia. Emittente storica, radicata nel territorio e solitamente molto precisa nel dare le notizie. Peccato che nel comunicato non ci fosse nè il nome della testata che avrebbe fatto lo scoop (Iceberg, Prima Serata, Telegiornale o Qui Studio a Voi Stadio) nè tantomeno l’orario della messa in onda della stessa. Io in quelle ore ero in diretta a condurre il mio Iceberg. Il mio cellullare ha iniziato a squillare dalle 23.30 ininterrotamente fino al 1.30 del mattino. Era spento, come faccio sempre al termine delle mie trasmissioni  e infatti il mattino seguente ho travato qualcosa come 50 chiamate senza risposta! Erano i colleghi che cercavano da me chiarimenti o smentite sull’intervista. Alle 00.37 è però  lo stesso Berlusoni a smentire, tramite agenzia,  la bufala:” Non mi risulta di aver fatto interviste a Telelombardia in questa campagna elettorale e soprattutto non ho mai fatto i nomi di Mario Monti e di Massimo Cacciari come possibili ministri” Fin qua il Berlusca.

Oggi, l’editore di Telelombardia con poche righe ha voluto spiegare la vicenda “dell’intervista che non c’è” : il classico pesce d’aprile.  Ogni anno in molti ci provano ma in pochi ci riescono. Questa volta è riuscito. Fin troppo bene, forse.  ”Riteniamo che un sorriso in una campagna elettorale che tende ad avvelenarsi possa costituire un esile invito alla moderazione. Ci si augura che il governo del buon senso entri nel politichese in sostituzione di parole come “inciucio”  e  ”larghe intese”. Oggi stesso viene proposto,  per tornare alla realtà, un incontro televisivo nei nostri studi tra Berlusconi e Cacciari, involontari e ignari protagonisti del pesce, sui temi del Nord, anche alla luce dell’assegnazione a Milano dell’Expo 2015″

Non è la prima volta che una testa giornalistica decide di costruire una pesce d’aprile. Questa volta però i giornalisti non c’entrano nulla! Nè la redazione del mio programma (iceberg), nè la redazione del nostro tg ha partecipato alla costruzione della burla. In passato, lo ricordo, ci fu il mitico scherzo “Ugo Tognazzi è il grande vecchio delle Br” (pubblicato in prima pagina da IL MALE), poi anni dopo la puntata di Mixer sui presunti brogli elettorali nel referendum monarchia repubblica e da ultimo (qaulche anno fa) il finto arresto di Iva Zanicchi durante il Festival di Sanremo

Morale della storia: le bufale esistono, alcune fanno male davvero come quelle Campane, altre fanno sorridere, altre ancora fanno riflettere. Scegliete voi a quale categoria appartiene il pesce d’aprile di oggi. Secondo me fà sia sorridere che riflettere. Dopo una piccola incazzatura…ma come si dice “una risata vi sepellirà”  

 
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