Archivio del 28 aprile 2008

ROMA COME BOLOGNA, ALEMANNO COME GUAZZALOCA?

lunedì 28 aprile 2008

Un risultato sicuramente non scontato e combattuto sul filo di lana. Alla fine l’ha spuntata lui, Gianni Alemanno, con il 53,5% (Rutelli fermo al  46,4%), conosciuto dai suoi come “lupo manno”. Uomo virile( o masculo secondo più fonti), con il mito dello sport, amante della montagna (sua l’impresa del K2 di qualche anno fa), da Ministro dell’agricoltura nel secondo governo Berlusconi è stato difensore estremo dell’italianità del cibo. Memorabile la sua battaglia contro gli OGM (con plauso di Mario Capanna e del mondo no global!). Lupo Manno è uomo tipico di una certa destra, quella sociale,  a cui piace ancora fare politica alla vecchia maniera. Girare il territorio, battere i mercati di frutta e verdura distribuendo santini elettorali, farsi vedere dai camerati (pardon, militanti ndr) in sezione e fare comizi nelle periferie. Questa è stata la campagna elettorale dell’Ing. On. ex Ministro Alemanno: una campagna vera, tra la gente. Il suo è un risultato paragonabile a ciò che fece a Bologna il macellaio Giorgio Guazzaloca. Ricordate? Correva l’anno 1999: Bologna la rossa, la Bologna di Guccini, del Lambrusco, dei tortellini, delle Feste dell’Unità, la Bologna di Via Palmiro Togliatti e Corso Stalin, cadeva sotto le sgrinfie dell’ex presidente dei commercianti, l’ Ascom, Giorgio Guazzaloca. L’onda lunga travolse anche la rossa Emilia..ma durò poco. Ora, l’uomo che strappò la roccaforte rossa alla sinsitra è tornato in un cono d’ombra assoluto. L’ex macellaio siede all’Antitrust (forse per le sue indubbie competenze nel combattere “il caro bistecca”)  ma con la politica attiva pare abbia chiuso. Certo il buon Lupo Manno non credo farà la stessa fine, Roma non è Bologna e soprattutto Gianni non è Giorgio. Vincere Roma non vuol dire avere in mano il Paese ma il segnale che viene dalla capitale deve far riflettere, specie il centro sinistra! Anche questa volta gli elettori hanno voluto testare, come cantava Enzo Jannacci, “votare Alemanno e vedere l’effetto che fà….”. E’ stato un voto politico, un voto contro il Pd (e Walter??) e contro il suo cinema;  è stato un voto di cambiamento. I romani hanno votato per Roma non solo contro la triade Bettini, Rutelli, Veltroni.  Dopo 15 anni di Governo di centro sinistra i Romani hanno voluto cambiare I POTERI DELLA CITTA’. Si chiama alternanza, il  ”modello Roma” non c’entra….almeno per ora.  

 
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