Archivio di maggio 2008

LE RONDE DELLA CAMORRA NON INDIGNANO. PERCHE?

lunedì 19 maggio 2008

Perchè le ronde della camorra, organizzate dal clan dei Sarno, non creano indignazione e reazione? Perchè un gruppo di Rom semi disperati ci fanno più paura dei camorristi che bruciano i rifiuti davanti alle telecamere per le strade di Napoli e danno l’assalto ai campi zingari della zona? Non vedo in questi giorni ronde anti camorra. Vedo ronde anti immigrati, urla contro Bassolino, ma niente contro la mafia. Perchè?

Speriamo che anche a queste semplici domande, Berlusconi dia qualche risposta nel consiglio dei Ministri che terrà a Napoli proprio Mercoledì. Per ora, le uniche cose che sappiamo sono:

1) la lussosa suite dove dormirà il Premier (4 mila euro a notte)

2) domani a Strasburgo l’europarlamento si occuperà dei Rom e delle politiche italiane in materia di immigrazione e sicurezza. Perchè, di questo, se ne occupa l’Europa e noi no?

I FANNULONI E IL MINISTRO CATTIVO…

giovedì 15 maggio 2008

Il neo ministro della Funzione Pubblica e dell’Innovazione è davvero scatenato. Si è insediato da pochi giorni e già parte all’attacco. ” Nella pubblica amministrazione bisogna usare i criteri del privato. Ci vuole il bastone e la carota. Chi non fa niente deve essere cacciato. Colpirne uno, per educarne cento!”

Sante parole Ministro, ma ci riuscirà? Siamo davvero sicuri che sia solo un problema di dipendenti pubblici cialtroni e fannulloni e non invece un problema di come sono organizzate le cose? Per definizione gli uffici pubblici sono mal gestiti. Perchè? Evidentemente questo fa comodo a molti dirigenti che organizzano così questi uffici. In questo modo si possono fare favori agli amici, sistemare qualcuno in posti chiave (o posti chiavica) e tenere i contatti con i sindacati  e la politica. In tutto questo, che colpa ne ha l’ultimo dipendente delle Poste, se gli fanno compilare ogni giorno 350 moduli, anzichè consegnare le lettere in giro?

Forse il problema risiede in chi organizza queste strutture. In primis i politici che quelle regole strampalate inventano, dettano e fanno eseguire ai loro fidati dirigenti/burocrati. Speriamo davvero che il tempo sia cambiato. Ora arriva Brunetta, il superman dell’efficienza. Scatenato e agguerrito attacca tutto e tutti. Ma ha capito, il buon Renato, chi sono i suoi principali nemici? Proprio quei manager e dirigenti che la politica ha nominato nel corso di questi anni! Per rimanere sempre in tema di citazioni maoiste: ”Non importa di che colore sia il gatto, l’importante è che catturi il topo!” Quindi se il nuovo volonteroso Brunetta dovesse svolgere un buon lavoro, il Pd dovrà non solo aiutarlo ma anche riconoscerlo. In bocca a tutti i lupi…i burocrati sono in agguato.   

GOVERNO FORTE, OPPOSIZIONI OMBRA..

mercoledì 14 maggio 2008

Il Veltrusconi sta prendendo corpo. Il Frankenstein della politica, nato dal “laboratorio” del Porcellum, si è materializzato oggi alla Camera dei deputati.  La XVI legislatura è appena cominciata ma dai discorsi di insediamento del nuovo parlamento, emerge già quale sarà la linea di confronto tra maggioranza e opposizione. Anzi, tra maggioranza e opposizioni. Ci sono infatti: da una parte il Pd di Walter Veltroni, il Pd di D’alema (vedi intervista di oggi sul Corriere, quando dice “Sto creando una nuova struttura legata al Pd ma aperta a tutti” ndr) Di Pietro e  la sua nutrita pattuglia dell’ Italia dei Valori. Queste tre opposizioni stanno cantando l’opera con spartiti diversi.

Veltroni incita al dialogo, D’alema spara i primi siluri verso Veltroni (ha definito il discorso di Berlusconi “Povero. Temo che si illuda di poter gestire l’esistente”)  e si prepara a dare battaglia all’interno del gruppo dirigente del Pd, mentre Di Pietro tiene forte il legame con la piazza, Beppe Grillo, Marco Travaglio e la sinistra radicale fuori dalle istituzioni.

Contrariamente a quanto si dice, questo è un bene per il Paese. Il fatto di avere 3 opposizioni è in verità una forza. Il Governo Berlusconi, forte dei numeri, dovrà guardarsi le spalle da più fronti. E’ vero, i numeri che ha gli consentono di fare una navigazione tranquilla e serena, ma avrà più spine nel fianco. Da un lato dovrà fare le riforme con Veltroni, dall’altro sarà costretto a parare i colpi della Piazza e di Di Pietro sul terreno del conflitto di interessi, giustizia e libertà di informazione. Veltrusconi è appena nato, ma chi lo ha creato non ha ancora capito che direzione prenderà!  

UN PAESE DI COPROFAGI…

lunedì 12 maggio 2008

Il nostro è un Paese di coprofagi. Siamo oramai talmente abituati a divorare di tutto che non ci accorgiamo neppure che quello che mangiamo è il più delle volte escremento puro! La deriva italiana è continua…e l’ultimo caso Schifani / Travaglio è solo la punta dell’Iceberg di un modo di discutere tutto all’italiana, da coprofagi appunto.

Marco Travaglio partecipa alla trasmissione televisiva di Fabio Fazio sulla terza rete, parla del suo ultimo libro scritto a quattro mani con Peter Gomez “Se li conosci li eviti” (un tomone di 571 pagine che in molti hanno sul comodino ma che in pochissimi hanno letto!) e delle ”amicizie particolari” dell’attuale Presidente del Senato Renato Schifani con il boss di Villabate Nino Mandalà. Subito scoppia la polemica.  Apriti cielo, il Pdl urla allo scandalo:”Da Travaglio agguato premeditato”; il Direttore Generale della Rai Cappon si scusa e Fazio è costretto a dissociarsi. Ma dissociarsi da che cosa? Non siamo mica difronte alle Brigate Rosse…ci si dissocia se il fatto non è vero,  se si rischiano querele per cose non esatte, non certo perchè si incazza qualche potente di turno. Perchè nel nostro Paese, anzichè discutere “di chi dice le cose”, non si discute delle cose? Perchè continuiamo a mangiare tutto quello che ci danno senza gurdare nel piatto? Se Travaglio/Gomez dicono la verità perchè tutto sto can can? Se i due avessero detto delle falsità, il neo Presidente del Senato avrebbe dalla sua una ricca querela per diffamazione e una casa nuova in arrivo….invece niente. Si preferisce far il solito harakiri, parlare di attacco premeditato, giocare a rimpiattino con i dirigenti della Rai, sempre pronti a genuflettersi al nuovo potere politico, e così via. Attenti, questo non è Regime. Non cominciamo con il solito canto. Questo è  solo merda. E noi continuiamo a mangiarla pensando faccia bene.      

BRUCIARE LE BANDIERE?IN DEMOCRAZIA SI PUO MA E’ IDIOTA!

giovedì 8 maggio 2008

Gente senza cervello ha deciso di scendere in piazza contro la Fiera del Libro di Torino perchè  quest’anno il Paese ospite d’onore è Israele. Il mondo è pieno di idioti quindi non c’è da stupirsi.  Purtroppo tutto ciò fa ancora più male, quando al servizio dell’idiozia arriva la cosiddetta Cultura, quella con la C maiuscola.  Due intellettuali, uomini che dovrebbero usare l’intelletto e non altri organi,  come Vattimo e tal Prof. Coppellotti (ex comunista duro e puro, ora felice traduttore di saggi del negazionista Ernest Nolte), si sono messi alla testa di no -global e altra feccia simile per dare una patina ideologica e pseudo colta all’operazione “AMMAZZA ISRAELE”.

Questo mi fa tornare alla mente quello che fecero alcuni illustri intellettuali del fascismo (manifesto degli intelletuali fascisti - Bologna 29 / 30 marzo 1925), Giovanni Gentile, Ernesto Codignola, Curzio Malaparte ed altri (chiedo scusa a questi illustri nomi per averli associati a tal Professor Coppellotti di Torino. Per fortuna sono morti e quindi non possono farmi causa per diffamazione!), che misero il loro cervello e i loro studi al servizio del Regime.

Ciò detto ben vengano anche le contestazioni, siamo in democrazia mica in Palestina dove se protesti ti sparano a vista, e la pallottola non è certo israeliana bensì palestinese. Qui da noi, come negli Stati Uniti, si può bruciare la bandiera, si puo’ dire che “Israele è uno stato terrorista”, si può dire tutto e il suo contrario. E’ la nostra forza, dell’Italia, di Israele e degli odiati Stati Uniti. La mitica Golda Meir, premier israeliano dal 1969 al 1973, così parlò della pace in tempi assai difficili: “Un giorno forse riuscirò a perdonare gli arabi per aver ucciso i miei figli ma non li perdonerò mai per avermi costretto a uccidere i loro…” Mi fanno pena i giovani contestatori che bruciano la bandiera di Israele, mi fanno incazzare i Professori al servizio della propaganda.

P. S. Sabato sarò alla Fiera del Libro con moglie e figlia. Porterò con me la bandiera dello Stato di Israele e la sventolerò con gioia. Il Prof. Coppellotti e Gianni Vattimo sono avvisati. W la DEMOCRAZIA  

REDDITI ON LINE:BRAVO VISCO!

lunedì 5 maggio 2008

La pubblicazione in rete dei 740 degli italiani ha scatenato, nell’ordine: l’ira del centro destra contro il Visco – Vampiro delle tasse; il garante della privacy; la procura di Roma che ha aperto un inchiesta “contro ignoti” (cosa stupefacente, visto che in questa vicenda sono tutti noti…altro che ignoti!) e il mondo di internet che impazza con la vendita dei dati. Insomma una vera bufera fiscale. Il Vice ministro Visco, questa volta, ha fatto una cosa molto saggia. Che cosa c’entra la privacy con le tasse, visto che è con quelle che si contribuisce a finanziare lo Stato e ogni servizio pubblico? Pagare le tasse non è un piacere, ma un dovere. Oltre a questo c’è anche qualcosa in più. Rendere trasparenti e visibili a tutti le denuce fiscali, contribuisce a creare maggiore competitività all’interno delle imprese stesse. Non a caso ad essere contrari a questo sono proprio due categorie: manager e sindacalisti. Entrambi detengono il monopolio dei nostri redditi. Decidono sulle nostre buste paga, sulle nostre promozioni, bonus ecc…Rompere questo monopolio del reddito si puo’ fare. Sapere quanto guadagna il mio collega pari grado di scrivania incentiva la competitività e mette il managment di una azienda nelle condizioni di giustificare aumenti a questo o a quel dirigente. Insomma la trasparenza fiscale dovrebbe portare ad un miglioramento delle nostre buste paga.

Facciamo un esempio concreto. Dai dati pubblicati vengo a scoprire che il mio vicino di scrivania (a parità di funzioni) guadagna più di me. Prima mi incazzo, poi prendo le scale vado su dal mio capo e gli chiedo spiegazioni. Cerco di capire se il mio collega ha più valore aggiunto di me, se è uno più bravo o se viceversa è un amico intimo del mio capo! Insomma questo meccanismo dovrebbe portare le aziende ad essere più attente ad aumenti, premi e incentivi.  Senza saperlo, Visco ha creato una vera concorrenza dentro le aziende. Almeno spero….  

 
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