REDDITI ON LINE:BRAVO VISCO!
lunedì 5 maggio 2008
La pubblicazione in rete dei 740 degli italiani ha scatenato, nell’ordine: l’ira del centro destra contro il Visco – Vampiro delle tasse; il garante della privacy; la procura di Roma che ha aperto un inchiesta “contro ignoti” (cosa stupefacente, visto che in questa vicenda sono tutti noti…altro che ignoti!) e il mondo di internet che impazza con la vendita dei dati. Insomma una vera bufera fiscale. Il Vice ministro Visco, questa volta, ha fatto una cosa molto saggia. Che cosa c’entra la privacy con le tasse, visto che è con quelle che si contribuisce a finanziare lo Stato e ogni servizio pubblico? Pagare le tasse non è un piacere, ma un dovere. Oltre a questo c’è anche qualcosa in più. Rendere trasparenti e visibili a tutti le denuce fiscali, contribuisce a creare maggiore competitività all’interno delle imprese stesse. Non a caso ad essere contrari a questo sono proprio due categorie: manager e sindacalisti. Entrambi detengono il monopolio dei nostri redditi. Decidono sulle nostre buste paga, sulle nostre promozioni, bonus ecc…Rompere questo monopolio del reddito si puo’ fare. Sapere quanto guadagna il mio collega pari grado di scrivania incentiva la competitività e mette il managment di una azienda nelle condizioni di giustificare aumenti a questo o a quel dirigente. Insomma la trasparenza fiscale dovrebbe portare ad un miglioramento delle nostre buste paga.
Facciamo un esempio concreto. Dai dati pubblicati vengo a scoprire che il mio vicino di scrivania (a parità di funzioni) guadagna più di me. Prima mi incazzo, poi prendo le scale vado su dal mio capo e gli chiedo spiegazioni. Cerco di capire se il mio collega ha più valore aggiunto di me, se è uno più bravo o se viceversa è un amico intimo del mio capo! Insomma questo meccanismo dovrebbe portare le aziende ad essere più attente ad aumenti, premi e incentivi. Senza saperlo, Visco ha creato una vera concorrenza dentro le aziende. Almeno spero….
