IL CAVALLO DI TROIA
Lunedì 30 Giugno 2008
“Silvio magnaccia di Veline” così tuonò l’ex pm Antonio Di Pietro. Replica Silvio Premier IV: “Quello è un mascalzone!” Punto e a capo.
Perchè, anzichè parlare del contenuto delle intercettazioni telefoniche pubblicate dal settimanale l’Espresso, si continua a parlare di cio’ che dichiarano i nostri politici? Misteri italiani. Quello che esce dall’inchiesta del settimanale conferma solo una cosa: la Rai è in mano a persone che considerano il servizio pubblico “roba loro”. Come ha ben scritto Fabio Martini sulla Stampa “l’uomo che in Rai riceveva più raccomandazioni era proprio il direttore di Rai Fiction. Bossi che chiedeva Barbarossa, la destra la fiction sulle foibe, la sinistra Raccontami ecc….” Lottizzare la fiction non so se sia opera da magnaccia, sicuramente è roba da partitocrazia. Cosa ben più grave è la richiesta fatta da Berlusconi all’epoca capo dell’opposizione, a Saccà affinchè prendesse a lavorare alcune attrici gradite a deputati pronti a togliere la fiducia a Romano Prodi. Storie di bassa politica, manovre di palazzo- direbbe Berlusca.
L’unica soluzione è sganciare la Rai dal potere dei partiti. Eliminare il conflitto di interesse che riguarda tutti i partiti presenti in Parlamento. Le ingerenze, come dimostrano le telefonate, sono tante, continue e trasversali. La Rai è un piatto sempre buono che piace a tutti…e la politica in questi ultimi 20 anni ha trasformato il Cavallo di Viale Mazzini in cavallo di Troia. Un cavallo che si usa per penetrare il cuore del Potere: la tv di Stato, appunto!  Â



