Archivio di novembre 2009

HANNO RIANIMATO IL PD, IL REGALO PIU’ GRANDE DI BERLUSCONI

venerdì 20 novembre 2009

bersani

Di David Parenzo -  Hanno rianimato il Pd. Quando il Presidente del Senato Schifani dice: “Maggioranza unita o si voti”, parla a suocera perché nuora intenda. Il Cavaliere non ne può più. Le procure lo incalzano, i finiani lo mollano, Bocchino pochi giorni fa ha detto: “Basta con le ghedinate”, e Veronica lo assedia per l’eredità da lasciare a figli. La maggioranza non è compatta, logorata da lotte intestine e da mancanza di obbiettivi condivisi.

Tremonti litiga con tutti e oramai la speranza ha lasciato il posto alla paura. Il caso Cosentino continua a creare imbarazzi ad alcuni esponenti del Pdl e la Lega Nord è imbufalita per la mancata realizzazione del federalismo fiscale.
In tutto questo il Partito Democratico scopre di esistere.
Fino a ieri era dilaniato dall’angoscioso interrogativo se manifestare o meno contro il Cav. il 5 dicembre prossimo, oggi il problema non esiste più.
Se si dovesse davvero andare al voto la prossima primavera, questo sarebbe il regalo più grande di Berlusconi al Pd.
Nella vita, gli amici si vedono sempre nel momento del bisogno. D’alema lo sa.

IN OSTAGGIO DELLA GIUSTIZIA TRA ARRESTI E VETI INCROCIATI

martedì 10 novembre 2009

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9 nov. – di David Parenzo. Nulla di nuovo. Laddove la politica non riesce a decidere, arriva la magistratura. Il caso di Nicola Cosentino, sottosegretario all’economia e probabile candidato della Pdl in Campania, è emblematico. L’On. campano è stato infatti raggiunto dalla richiesta di custodia cautelare con l’accusa di “concorso esterno in associazione mafiosa”.

Da tempo all’interno del centro-destra si discuteva dell’opportunità di candidarlo alla guida della regione. All’improvviso ecco arrivare il ‘deus ex machina’, ovvero l’inchiesta giudiziaria. Cosentino, forte dell’appoggio dell’apparato ma non del territorio, di fronte a queste accuse a pochi mesi dal voto, dovrà necessariamente farsi da parte.

Ora si riapre il ‘toto nomine’: salgono Caldoro, Viespoli e Mara Carfagna. Ma ancora una volta la storia insegna. Perché si è aspettato l’intervento dei magistrati anziché far intervenire la politica a togliere le castagne dal fuoco?

Dal 1992 il copione rimane sempre lo stesso. La giustizia attende da più di un ventennio di essere riformata, i processi durano anni e la certezza della pena va a farsi benedire, con buona pace del dettato costituzionale. Non per nulla il tema giustizia è stato al centro del faccia a faccia di oggi tra Berlusca e Fini.

Il paletto messo dal Presidente della Camera è uno: “Giusto rendere brevi i tempi dei processi ma niente prescrizione breve”. La preoccupazione principale della terza carica dello Stato non riguarda i processi in cui è coinvolto il Premier, bensì l’armonizzazione delle immunità con quanto previsto in Europa: “Abbiamo in Italia un assetto di tipo legislativo originale. Mentre infatti i parlamentari nazionali non godono di alcuna immunità, quelli europei sì. Già questa considerazione dimostra che discutere dell’opportunità dell’immunità parlamentare non è un’ipotesi che deve destare scandalo”.

Come finirà? Il Premier deve risolvere le questioni giudiziarie che lo riguardano, mentre Fini guarda oltre e pensa già al domani. Il problema, per citare Rainer Maria Rilke, è che “il futuro entra in noi ancor prima che accada” .

CAOS INFLUENZA: PIÙ SPAZIO A TOPO GIGIO, VIA FAZIO!

domenica 8 novembre 2009

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“L’Italia è la sesta nazione più ricca del mondo visto che il suo Pil ha ormai superato quello della Gran Bretagna.” Così Silvio Berlusconi, nel corso del Consiglio dei ministri, ha commentato il quadro economico italiano. Il Presidente è l’uomo del ‘penso positivo’ sempre e comunque, teme come la peste quelle che chiama “self-fulfilling prophecy” (le profezie negative che si auto avverano ndr) e per questo sparge ottimismo in ogni occasione. (continua…)

SMS NELLA NOTTA: CALEARO “LASCIO IL PD”

venerdì 6 novembre 2009
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06 nov. – di Elena Capra – E’ il trillo di un sms che alle 23.29 sveglia di sobbalzo il nostro direttore David Parenzo, il quale vuoi per le frenetiche giornate che gioco forza lo vedono coinvolto con “Il Clandestino” in  uscita il 24 novembre, vuoi perchè venerdì mattina all’alba lo aspetta la “tribuna” di Omnibus sperava di passare una nottata tranquilla, ma invece così non è stato.
Ma veniamo ai fatti, alle 23,29 il trillo di un sms lo sveglia all’improvviso, chi mai sarà, ed eccolo con gli occhi assonnati cercare il telefonino, accendere la luce e leggere quel messaggio, oh bella arriva da Calearo… trasecola, legge il testo “Ho deciso di uscire dal Pd per partecipare alla costituzione di un nuovo soggetto politico moderato e riformista vicino all’impresa”, non vi è dubbio, il messaggio arriva da Massimo Calearo.
Dopo Rutelli, ora anche l’industriale veneto, fiore all’occhiello di Veltroni, lascia il Pd come altri hanno fatto e stanno facendo in questi giorni.

La vittoria di Bersani alle primarie pare farsi ogni giorno più amara.

SONDAGGI, LENZUOLA E CRISI ECONOMICA

venerdì 6 novembre 2009
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05 nov. – di David ParenzoCominciamo a dare un po’ di numeri. Le questioni di letto (dal caso D’Addario a Marrazzo) fanno salire gli ascolti dei programmi televisivi ma non condizionano l’elettorato nelle grandi scelte di fondo. Nel sondaggio pubblicato da Crespi Ricerche, emerge un dato inequivocabile: dopo mesi di trend positivo per il Presidente Berlusconi, da novembre il clima sembra essere cambiato. (continua…)
 
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