ESCLUSIVA CLANDESTINA: DI PIETRO SI CANDIDA ALLA GUIDA DELLA LOMBARDIA

11 nov. – ESCLUSIVA CLANDESTINA – di David Parenzo. “Se ci fossero le condizioni, mi candiderei alla guida del Pirellone”. Così Antonio Di Pietro ieri, nella trasmissione Iceberg, in onda su Telelombardia. Il centro sinistra brancola nel buio. Chi sfiderà Roberto Formigoni (o Roberto Castelli, ancora non è dato sapere) alla guida della Regione Lombardia?
In molti vorrebbero Filippo Penati, ma l’ex sindaco di Sesto San Giovanni e presidente della Provincia di Milano, non sembra interessato a rischiare una sonora sconfitta, vista la forza del centro destra in Regione. Penati attende di prendersi il Comune di Milano, dato il vistoso calo di consensi di Letizia Moratti in città.
Come risolvere allora il problema della leadership nella regione più ricca d’Italia? Ci pensa Tonio Di Pietro, molisano trapiantato in Lombardia oramai da più di 30 anni. Da qui ha picconato la Prima Repubblica durante Tangentopoli, qui ha messo radici (con immobili e quant’altro), qui ha costruito buona parte del suo consenso politico. Ecco allora l’autocandidatura.
Nel caos che a sinistra regna sovrano, visto che sono anni che in Lombardia non vince, il leader dell’Idv lancia un sasso in piccionaia. Generalmente Tonino non parla politichese, parla in dipietrese. Il suo è un linguaggio svelto, senza fronzoli, leggermente sgrammaticato ma efficace. Questa volta però, l’ex Pm usa toni da Prima Repubblica.
“Se ci saranno le condizioni…” ma di quali condizioni parla Tonino? Semplice: il via libera del Partito Democratico e dei sondaggi alla sua persona. Il leader dell’Idv sembra infatti essere l’unico in grado di frenare l’emorragia di voti che il centro sinistra sta perdendo sul territorio. L’aria di mani pulite torna a soffiare sulla pianura padana.
