

Le false emergenze italiane continuano a tenere viva la nostra attenzione. Del resto non costa nulla prendersela con Rom e Puttane, sono gli ultimi della società . I rom sono sporchi, puzzano, girano con quei vestiti improponibili, chiedono la carità sulle nostre metropolitane, insomma sono il bersaglio perfetto. Le puttane pure, vanno bene (visto che più di qualcuno ci va) a patto che non soggiornino sotto casa nostra. Da mesi l’opinione pubblica non fa che occuparsi di questi soggetti oggetivamente deboli, persone di cui si sa tutto: dove vivono, come vivono e cosa fanno. In tutte le città sappiamo perfettamente dove trovare un campo nomadi o dove fare un “puttan tour” con gli amici. E se lo sa chiunque, pensate non lo sappia pure la polizia.  Eppure sono considerati una EMERGENZA. Il fatto grave è che poi attorno a queste figure venogono appiccicate pericolose dicerie, etichette indelibili di un “male assoluto”.
“I ROM RUBANO I NOSTRI BAMBINI!” Il fenomeno di rapimenti di bambini italiani da parte di nomadi o organizzazioni criminali non compare nei dati raccolti dalla Polizia di Stato sui minori scomparsi. Si tratta di leggende metropolitane, la paura dell’uomo nero è antica come l’umanità .
Per approfondire questi aspetti della comunicazione, vi consiglio di leggere il libro di Paolo Toselli “Storie di ordinaria falsità ”. Leggende metropolitane, notizie inventate, menzogne: i falsi macroscopici raccontati da giornali, televisioni e internet.
Il pericolo è davvero in agguato, perchè - come ci ricorda l’autore citando Marc Bloch- “Falsi racconti hanno sollevato le folle. Le false notizie, in tutta la molteplicità delle loro forme come semplici dicerie, imposture, leggende, hanno riempito la vita dell’umanità ”Â